Prese opportunisticamente le temporanee distanze dal conflitto in Ucraina (come ‘propagandare’ l’invio di aiuti in armi mentre da noi le bollette ci stanno dissanguando?) da parte dei vari leader impegnati nella campagna elettorale, ora è il premier Draghi a far sentire a Kiev la vicinanza dell’Italia.
Così stamane il nostro presidente del Consiglio ha chiamato il presidente Zelensky, per commentare positivamente l’impressionante controffensiva dell’esercito ucraino (grazie soprattutto alle armi giunte dagli Stati Uniti), e chiedendo rassicurazioni circa il controllo della sicurezza della Centrale nucleare di Zaporizhzhia, convenendo sul fatto che la ‘‘garanzia della sua sicurezza è la smilitarizzazione e il ritorno sotto il controllo ucraino”.
A riferirlo è stato lo stesso presidente ucraino il quale, attraverso Twitter, ha scritto che ”Ho avuto una conversazione con il premier italiano Mario Draghi’, e l’ho ‘informato sugli sviluppi al fronte”.
Lo stesso numero uno di Kiev ha poi rivelato che, nel corso del colloquio telefonico, è stata ‘‘Sottolineata l’importanza della cooperazione in materia di difesa con l’Italia. Dovremmo migliorarla”.
Max