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Regina Coeli choc: ennesimo suicidio dietro le sbarre. Ciani (Demos): “Una strage che dobbiamo fermare”

Ieri un nuovo suicidio nel carcere romano di Regina Coeli, un ragazzo italiano di 21 anni in carcere per furto. Mentre si parla di blitz e nuove norme punitive, in carcere si continua a morire e nessuno lavora per applicare il principio sancito dalla nostra Costituzione, che sottolinea: ‘le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato’.”

Ennesimo suicidio in carcere, Ciani: “Se il 70% dei detenuti è recidivo, quale è oggi il senso della detenzione?”

Stavolta, ad anticipare le legittime e sentite denunce espresse dai sindacati degli agenti della Polizia Penitenziaria (spesso costretti a ‘subire’ le terribili situazioni di difficoltà che angustiano chi vive dietro le sbarre),  è stato il Capogruppo di Demos in Assemblea Capitolina e Deputato romano Paolo Ciani, che ha così commentato la notizia di un nuovo suicidio in carcere: “Se il 70% dei detenuti è recidivo, quale è oggi il senso della detenzione? Se tanti si trovano in carcere per motivi sociali oltre che penali (è il caso del giovane che era senza dimora), nuove pene e nuove carceri non serviranno a molto”.

Ennesimo suicidio in carcere, Ciani: “Ascoltiamo gli educatori, che chiedono più lavoro, scuola, ed attività per i detenuti”

Dunque, scrive ancora Ciani,Ascoltiamo gli operatori del carcere: la polizia penitenziaria in grande difficoltà, con risorse e uomini insufficienti, che chiede maggior intervento sociale e misure alternative; I (pochi) Direttori degli Istituti, sempre alla ricerca di integrazione col territorio;gli educatori, che chiedono più lavoro, scuola, attività; i volontari che chiedono di incrementare le telefonate per i detenuti che hanno i propri familiari lontani”.

Ennesimo suicidio in carcere, Ciani: “Misure alternative per chi ha pene inferiori ai 2 anni, per garantire la possibilità di un reinserimento sociale”

Quindi, conclude il Capogruppo di Demos in Assemblea Capitolina e Deputato capitolino, “Si tratta di un percorso lungo e complesso, ma un primo passo realistico, auspicato anche dai garanti, potrebbe riguardare da subito le misure alternative per chi ha pene inferiori ai 2 anni, per garantire la possibilità di un reinserimento sociale”, conclude Ciani.

Max

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Max Tamanti