Decreto dignità, paura per i contratti a termine

Semmai ci fossero stati dei dubbi circa le possibilità che continuassero a crescere le contestazioni e i dubbi circa il Decreto dignità, arriva in queste ore una nuova valutazione negativa nel merito dei contratti di lavoro a breve durata. Secondo la quale il Decreto dignità non premierebbe e, anzi, sarebbe un punto negativo per i contratti a termine.
Le introduzioni del Decreto dignità potrebbero essere un pericolo per i contratti a tempo determinato secondo una analisi di Assolavoro. Secondo le valutazioni di tale e ente sono 53mila le persone che non potranno essere ricollocate dalle agenzie del lavoro a gennaio stando al Decreto Dignità.
Del resto, questo tipo di allarme relativo al Decreto Dignità era stato alzato pure da Federmeccanica che andando proprio in queste ore a snocciolare con dovizia di particolari i dati dell’indagine congiunturale sull’industria metalmeccanica, ha dichiarato, parlando appunto di decreto dignità, che il 30% delle imprese del settore non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere.
Si è dunque aggiunto Assolavoro, nella nota recente. Nella quale sostiene questo: "Sono circa 53mila le persone che, a partire dal 1° gennaio 2019, non potranno essere riavviate al lavoro attraverso le agenzie per il lavoro perché raggiungeranno i 24 mesi di limite massimo per un impiego a tempo determinato, secondo quanto previsto da una circolare del ministero (n.17 del 31 ottobre 2018) che ha retrodatato a prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del cosiddetto ’decreto Dignità’ il termine da considerare per questi lavoratori assunti dalle agenzie".

Questa è, o per meglio dire sarebbe, ad ogni buon conto, una sorta di valutazione teorica, indicativa per difetto. Assolavoro, l’associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, fa di fatto una proiezione sull’intero settore dei dati rilevati dagli operatori associati (circa l’85% del mercato). Un indizio che andrebbe, in ogni caso, tenuto molto sotto controllo. Stime di rischio per contratti a termine che, di per sè, sono comunque un rischio in proiezione futura, andrebbero sempre analizzate con grande premura.

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