Calgary vota no alle Olimpiadi invernali 2026

Calgary dice no alle Olimpiadi invernali del 2026. La città che ospitò i giochi nel 1988 e che vide il trionfo dell’italiano Tomba non farà dunque il bis. Come avevano previsto gli ultimi sondaggi, il 56,4 per cento dei cittadini ha votato contro il piano della città per ospitare i Giochi. Nonostante si tratti di un referendum non vincolante, il consiglio comunale di 15 membri di Calgary (che già si era espresso favorevolmente, pur con molte spaccature) dovrebbe ascoltare la volontà dei votanti.
Milano e Cortina D’Ampezzo sono dunque rimaste a gareggiare con Stoccolma, unica ’competitor’ al momento, che, però, è alle prese con una difficile situazione governativa: l’amministrazione locale non appoggia infatti la rassegna a cinque cerchi nel 2026 e manca ancora un governo nazionale dopo le ultime elezione politiche. Molto probabile che anche Stoccolma presto si arrenda: entro l’11 gennaio del prossimo anno infatti i governi dovranno dare tutte le garanzie, anche finanziarie, al Cio. Stoccolma starebbe pensando di candidarsi all’edizione 2030. Per strada si sono già perse Sapporo, Sion, Graz ed Erzurum (bocciata dal Cio). Sarebbe clamoroso per Thomas Bach se restasse in corsa solo la candidatura italiana, cosa ormai più che possibile: il n.1 dello sport mondiale nella sua due giorni romana è stato rassicurato dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Il governo italiano appoggia la candidatura di Milano-Cortina (tra l’altro, Lombardia e Veneto sono due Regioni a forte trazione leghista) ed è pronto a dare tutte quelle garanzie finanziarie che servono per la sicurezza, i visti e le dogane. Il resto, lo faranno le Regioni, i privati e il forte contributo del Cio (quasi un miliardo per la parte organizzativa).E’ sempre pià difficile trovare città che si vogliono candidare per i Giochi olimpici, soprattutto invernali. Basta pensare infatti che per l’edizione 2022 erano rimaste in corsa solo Pechino e Almaty (la città più popolosa del Kazistan): vinse Pechino anche con i voti italiani.
Così come in precedenza i membri Cio italiani avevano votato per Sochi, facendo così vincere la candidatura di Putin. Una curiosità: Pechino è l’unica città ad aver avuto sia i Giochi estivi che quelli invernali. Per il Cio è sempre più dura, la crisi si fa sentire.
Tornando all’edizione 2026, il progetto iniziale, approvato dallo stesso Cio, prevedeva il famoso tridente, Torino-Milano-Cortina, soluzione inedita e non facilissima da portare avanti. Poi Torino si era sfilata e solo adesso la sindaca Chiara Appendino ha ammesso il suo errore: “Pensavo avremmo vinto da soli..”.
Una presunzione pagata cara. D’altronde, in una delle tante riunioni, i membri Cio (Franco Carraro, Mario Pescante e Ivo Ferriani) erano stati estremamente chiari: “Cara Sindaca, se volete correre da soli non vincerete mai...”. E così Torino si era fatta da parte. Un’occasione unica per una città che aveva ospitato, e con grande successo, l’edizione 2006. Restano Milano e Torino. Che non litigano, che vanno di comune accordo (pur essendoci di mezzo Pd e Lega...), che sono abbastanza pronte e che hanno un piano low cost, intorno ai 350 milioni (per ora). Il Cio ha previsto di votare nel giugno 2019 a Losanna, ma forse non ci sarà nemmeno bisogno di votare, dovesse restare in corsa solo l’Italia. E questo si è chiesto, con amarezza, Giovanni Malagò parlando coi suoi in questi giorni: “Era proprio il caso di smantellare il sistema-sport, una delle poche cose che funzionano in Italia, proprio in questo momento?”. Ma Giorgetti va avanti, la riforma si farà, il Coni perderà potere e prerogative.

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