Governo, ora la partita si sposta sulla prescrizione

Giorni importanti per la maggioranza gialloverde che si trova a giocare partite decisive sul fronte legislativo. Dopo la recente approvazione del Senato al decreto sicurezza, ora la questione si sposta sul fronte della prescrizione e già sembrano prevedersi tensioni. Il nodo potrebbe sciogliersi già in mattinata con il vertice di governo, in corso a palazzo Chigi, tra il premier Giuseppe Conte, i due viceministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il guardasigilli Alfonso Bonafede. Le rassicurazioni sulla forza dell’attuale governo da parte del premier e dei due vice non sembrano però smorzare l’aria di tensione che si respira tra le fila della maggioranza. "Il ddl con la prescrizione va votato in Aula alla Camera il prima possibile, altrimenti salta il contratto di governo - tuona Luigi di Maio in un’intervista a ’Il Fatto Quotidiano -. Nelle ultime ore mi sono arrivati solo segnali positivi. Bisogna trovare la quadra". Che la quadra sul ddl ’spazzacorrotti’ vada trovata, e presto, è stato ribadito anche ieri, al termine dell’ennesima giornata convulsa, con il decreto sicurezza che ha ottenuto il disco verde dal Senato (163 i sì, 59 i no e 19 astenuti, mentre i dissidenti del M5S De Falco, Fattori, Mantero, Nugnes, e La Mura non hanno partecipato alla votazione). Il rischio è che il ddl anticorruzione, calendarizzato alla Camera il 12 novembre, possa slittare. Se così sarà, hanno fatto trapelare fonti del Movimento, non verrà votato nemmeno il decreto sicurezza, atteso ora all’esame di Montecitorio. E mentre ieri il presidente della Camera, Roberto Fico ha spiegato che in merito all’inclusione della prescrizione nel ddl anticorruzione "occorrerà indicare un nuovo e congruo termine per la presentazione degli emendamenti", un accordo sembra ancora lontano.

Intanto, dall’Anm, il presidente Francesco Minisci, ospite di Agorà su Raitre, lancia l’allarme: "Se si pensa solo alla sospensione del decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado si fanno più danni" denuncia il presidente dell’associazione nazionale magistrati. "Noi siamo d’accordo alla sospensione dopo il primo grado ma non se resta un provvedimento isolato", spiega Minisci, ribadendo la posizione dell’Anm.






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