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“L’utero in affitto sfrutta le donne povere, e la pornografia mina la dignità umana”, denuncia Francesco

In un società dove ormai tutto è contemplato, e laddove anche la natura pone i suoi limiti, per l’uomo, in virtù del suo trasbordante ‘diritto’ allo scibile, non possono esistere limitazioni: il no equivale ad una discriminazione.

Una conquista egoistica che non conosce dogmi, morali od ‘imposizioni’ di sorta: ‘basta pagare’!

Ora, premessi i singoli casi eccezionali, o le conseguenze scaturite dalle asperità della vita, bisogna anche avere l’umiltà di capire che non sempre è giusto ‘pretendere’ perché è possibile ma, piuttosto, sarebbe molto più saggio e costruttivo fare tesoro di una delusione o di un sogno irrealizzato, per coltivare al meglio quel giardino interiore che chiamiamo anima.

Purtroppo però qui ci addentriamo in un territorio delicato, il cui percorso lambirintico non può compiersi senza un’adeguata visione ‘altra’, capace di leggere oltre i limiti fisici dettati dalle nostre ‘barriere mentali’. D’altra parte quella che definiamo ‘l’accettazione’, così come l’elaborazione del lutto o dell’abbandono, sono esperienze ‘spirituali’ oggi troppo lontane dal modello di società che stiamo ripensando.

Francesco: “L’utero in affitto sfrutta le donne povere, ed i bambini sono trattati come merce”

Dunque, ecco perché, seppure dolorose, le parole pronunciate oggi dal Santo Padre nell’ambito dell’intervento dedicato alla Federazione delle Associazioni familiari cattoliche in Europa (che festeggia il 25nnale della sua fondazione), se lette con umiltà e ‘ragionevolezza’, senza prestare al fianco al cieco egoismo che ci caratterizza, sono di una semplicità disarmante.  

La dignità dell’uomo e della donna – ha avvertito Francesco – è minacciata anche dalla pratica inumana e sempre più diffusa dell’’utero in affitto’, in cui le donne, quasi sempre povere, sono sfruttate, e i bambini sono trattati come merce“.

Francesco: “La pornografia è un attacco permanente alla dignità dell’uomo e della donna”

Ma non solo, visto il terreno – per alcuni ‘impervio’ – in cui si giustamente avventurato per svegliare le nostre coscienze, poi Bergoglio ha tenuto a condannare “la piaga della pornografia”, un fenomeno deplorevole e deviante, “diffusa ormai ovunque tramite la Rete: va denunciata come un attacco permanente alla dignità dell’uomo e della donna“.

Francesco: “I bambini vanno protetti dalla pornografia, che è una minaccia per la salute pubblica”

Perché, come ha giustamente  denunciato il Papa, qui “Si tratta non soltanto di proteggere i bambini, compito urgente delle autorità e di noi tutti, ma anche di dichiarare la pornografia come una minaccia per la salute pubblica“.

Francesco: “Le reti di famiglie, in cooperazione con la scuola e le comunità locali, sono fondamentali”

Ed in tutto ciò, ha poi concluso il Pontefice nell’ambito di questo suo rapido richiamo ai valori reali, “Le reti di famiglie, in cooperazione con la scuola e le comunità locali, sono fondamentali per prevenire, per combattere questa piaga, sanando le ferite di chi è nel vortice della dipendenza“.

Max