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Covid: il peggio non è ancora passato? Ecco come rispondono i nostri esperti ai timori espressi da Bill Gates, che ne paventa una recrudescenza

Siamo ancora a rischio che questa pandemia generi una variante ancora più trasmissibile di Omicron e ancora più fatale”.

Un richiamo forte, quello lanciato dal patron di Microsoft, Bill Gates, che in questi giorni sta facendo il giro del mondo.

Del resto, preoccupati – e non poco – dal dilagante e disastroso conflitto in Ucraina, grazie anche all’avvento della bella stagione  (e dal numero di vaccini somministrati), veramente in pochi si stanno occupando circa l’eventuale concorso di una nuova variante Omicron.

Cosa ne pensano i nostri esperti rispetto all’allarme lanciato da Bill Gates, circa una pericolosa recrudescenza del virus?

Così mentre il multimiliardario – e filantropo – specializzato in informatica prova a scuotere le ‘coscienze mondiali’, in casa nostra, attraverso la tv, tutti i giorni virologi ed esperti vari, pur contestando i timori di Gates, invitano comunque tutti gli scienziati italiani e non, ad attrezzarsi per far fronte ad altre crisi sanitarie.

Ma sentiamo cosa ne pensano nello specifico alcuni fra i maggiori esperti del nostro Paese…

Bassetti: “Non so che informazioni abbia in mano Gates, ma io non credo che il peggio debba ancora arrivare”

Ma il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti ‘carica a testa bassa’: ”Non so che informazioni abbia in mano Bill Gates, ma io personalmente non credo che il peggio debba ancora arrivare” nella pandemia di Covid-19. Mantiene una visione positiva Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. “Mi pare che in qualche modo il mondo abbia reagito con i vaccini. Abbiamo in qualche modo reso questo virus meno aggressivo di quanto fosse 2 anni fa. Le forme gravi sono decisamente di meno”.

Bassetti: “La nuova pandemia già ce l’abbiamo, sono i batteri resistenti agli antibiotici, che uccideranno milioni di persone”

Inoltre, fa notare ancora Bassetti, “Avere esperti che lavorino per evitare future pandemie. Mi pare assolutamente ragionevole. Noi la nuova pandemia già ce l’abbiamo, senza bisogno guardare all’evoluzione delle varianti Covid, perché i batteri resistenti agli antibiotici uccideranno, se non facciamo un intervento coordinato da parte di tutti, 10 milioni di persone all’anno nel mondo nel 2050. Numeri pazzeschi“.

Bassetti: “Sulla tesi di Gates non sono completamente d’accordo, mi pare una voce un po’ di sventura”

Dunque, spiega ancora il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ”Il fatto che arriveremo ad avere delle varianti nuove di Covid e che saranno più contagiose“, come ipotizzato da Gates, “mi pare che stia già succedendo. Ma rispetto alla possibilità che siano più letali non sono completamente d’accordo, mi pare una voce un po’ di sventura“.

Bassetti: “Ci vorrebbe un ente veramente terzo, non dipendente dai capitali dei Paesi, basato tutto sulla competenza e sul merito”

Quindi Bassetti si dice convinto sull’investire su una specifica taske force dedicata al rischio pandemie: “Io sono un po’ scettico sul ruolo che può avere l’Organizzazione mondiale della sanità, e sono un po’ critico su alcune misure prese o non prese dall’Agenzia Onu, su alcuni errori commessi. Ci vorrebbe un ente veramente terzo, non dipendente dai capitali dei Paesi; un ente dove viene messo un fondo indipendente, un ente basato tutto sulla competenza e sul merito“.

La Gismondo: “Stupisce che un’affermazione simile arrivi da Gates, perché non ha nessuna autorevolezza sanitaria per farla”

Dal canto suo, commentando l’allarme lanciato da Gates, la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, Maria Rita Gismondo commenta che ”Non sappiamo come Sars-CoV-2 possa evolvere, perché le mutazioni sono assolutamente imprevedibili. Stupisce che un’affermazione simile arrivi da Bill Gates, perché non ha nessuna autorevolezza sanitaria per farla. In ogni caso dice qualcosa che ha una sua veridicità di fondo, e cioè che le mutazioni del virus sono appunto imprevedibili”.

La Gismondo: “Non abbiamo bisogno dell’invito di Gates per sapere che è prioritario attrezzarci all’evenienza di pandemie future”

Riguardo poi l’appello del ‘papà di Microsoft’, ai principali leader mondiali, affinché investano di più, così da non farsi trovare impreparati davanti a nuove, eventuali minacce virali, l’esperta replica che “non abbiamo bisogno dell’invito di Bill Gates per sapere che è prioritario attrezzarci all’evenienza di pandemie future. Lo ha detto già l’Organizzazione mondiale della sanità, lo diciamo tutti e quello che possiamo auspicare è che questa lezione non vada sprecata“.

Pregliasco: “Non dimentichiamo che virus e batteri hanno un ruolo ecologico, evoluzionistico e di selezione naturale”

Chiamato anch’esso a commentare quanto fin qui ‘rivisto e corretto’ dai suoi colleghi, Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano, ricorda che ”La storia dell’uomo è costellata di disastri e situazioni critiche causati da infezioni batteriche o virali. Tante epidemie l’hanno scandita e determinata da sempre, e continueranno a farlo perché non dimentichiamo che virus e batteri hanno un ruolo ecologico, evoluzionistico e di selezione naturale. In questo senso credo che prepararsi a nuove, future emergenze sia un giusto richiamo il messaggio sul quale focalizzarsi tra le dichiarazioni di Bill Gates al ‘Financial Times’”.

Pregliasco: “Io credo che quello di Gates sia un giusto richiamo all’importanza di imparare la lezione di questi anni”

Rispetto alle ‘previsioni’ di Gates, secondo cui c’è un 5% di possibilità per cui la pandemia da coronavirus potrebbe riservarci ancora il peggio, il noto virologo milanese ribatte che si tratta di “Una stima discutibile. Io credo che quello di Gates sia un giusto richiamo all’importanza di imparare la lezione di questi anni. Non solo pianificando risposte efficaci e tempestive alle emergenze che verranno, ma anche attuando tutte quelle attività di coordinamento e condivisione di informazioni che sono e continuano a essere cruciali contro Covid”. Dunque, conclude Pregliasco, “E’ importante fare tesoro delle esperienze acquisite, e capire come l’interconnessione e lo scambio di dati sia fondamentale per prepararci a sorprese future”.

Crisanti: “Noi possiamo delineare sono i contorni di questo processo evolutivo. L’esito non siamo in grado di prevederlo”

Sempre molto pratico e diretto nell’esprimere il proprio pensiero, il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, Andrea Crisanti, avverte subito che “non si possono misurare queste cose. La valutazione di Gates, emerge dal fatto che in questo momento siamo di fronte a un processo evolutivo del virus che in qualche modo è spinto dalla necessità di trovare delle varianti che siano altamente trasmissibili e nello stesso tempo infettino persone vaccinate. Noi però quello che possiamo delineare sono i contorni di questo processo evolutivo. L’esito non siamo in grado di prevederlo. Non necessariamente si avvererà quel che dice Bill Gates – termina poi Crisanti – non è possibile fare previsioni”.

Max

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Max Tamanti