Ferragosto dell’orrore a Palermo: gruppo aggredisce con spranghe 6 stranieri e un’educatrice

Un ferragosto all’insegna del terrore quello vissuto da alcuni giovani stranieri, tra cui diversi minorenni, tra le città di Trappeto e Partinico, in provincia di Palermo. i giovani sarebbero stati inizialmente insultati e poi aggrediti con calci e pugni, ma anche con colpi di bastone, di spranghe e di pietre, da un gruppo di sette persone, tra cui due donne, che in mattinata sono stati arrestati dai carabinieri di Partinico. La vicenda sarebbe iniziata intorno alla mezzanotte di Ferragosto, quando il gruppo di ragazzi stranieri, ospiti del centro d’accoglienza di Partinico, si era ritrovato sulla spiaggia di Trappeto per festeggiare. Nell’attesa che l’educatrice li venisse a prendere con un pulmino, un gruppo di persone, appartenenti allo stesso nucleo familiare, tutte di Partinico, ha iniziato a importunarli, fino a giungere poi all’aggressione. 
All’arrivo dell’educatrice, i giovani hanno lasciato la spiaggia raccontando i dettagli dell’accaduto. Gli aggressori hanno però iniziato a inseguirli, fino a speronare il pulmino costringendo l’educatrice a fermarsi. E’ così iniziato il raid con calci, pugni, colpi di bastone che hanno ferito i ragazzi. "Hanno circondato il mio mezzo - ha denunciato la donna - cercando di aprire gli sportelli ma non ci sono riusciti. A un certo punto hanno iniziato a colpire la carrozzeria con calci e pugni". E alcuni degli aggressori hanno iniziato a proferire insulti razzisti nei confronti dei giovani: " Falli scendere che te li riporti in comunità tutti morti", ha detto uno di loro all’educatrice spaventata.
La donna ha proseguito la marcia per tornare a Partinico, nel traffico della notte di Ferragosto. Ma gli aggressori si sono messi all’inseguimento del mezzo a bordo di due auto. All’altezza della Statale 113 un veicolo ha raggiunto il mezzo con i giovani a bordo e l’ha tamponato. Nel frattempo, come ha raccontato la donna "sono arrivate altre quattro autovetture". Una ventina di persone ha circondato il mezzo. Ed è così iniziata una colluttazione terminata con l’aggressione brutale ai ragazzi stranieri. L’educatrice, anche lei strattonata con forza, ha provato a chiamare le forze dell’ordine ma alcune donne le hanno strappato il telefono dalle mani. Solo dopo diversi minuti la donna è riuscita a scappare e anche i giovani stranieri sono scappati a piedi.
Dure e forti le parole utilizzate dal gip nella misura cautelare, che ha parlato di un’aggressione "dettata da abiette finalità di discriminazione razziale" e "posta in essere con modalità brutali e ripugnanti rispetto al comune sentire e alle più elementari regole del vivere civile". "E’ ben possibile affermare la sussistenza negli aggressori, soggetti con raro livello di incultura, di un pregiudizio di ordine razziale, in forza del quale ai giovani extracomunitari, proprio in ragione del colore della loro pelle, non fosse consentito divertirsi, al pari degli altri, durante la notte di Ferragosto", scrive ancora il gip nell’ordinanza. "Chiara è la formulazione di una minaccia di morte", per il magistrato che si riferisce alla frase "neri di merda, dovete morire tutti entro stasera, vi ammazziamo tutti", pronunciata da alcuni di loro nei confronti dell’educatrice della comunità.
Nelle indagini degli inquirenti fondamentali anche le testimonianze di altri soggetti, come quella di un abitante della zona che ha raccontato di aver sentito delle grida: "Vedevo un ragazzo con il lato sinistro del volto insanguinato e altri ragazzi che correvano gridando. Inizialmente non capivo cosa fosse accaduto". Dopo l’arrivo dell’educatrice e la fuga, prosegue il racconto, "vedevo provenire dal lungomare una Golf di colore scuro con a bordo due ragazzi che avevo visto inizialmente; la Golf sostava per qualche attimo vicino alla mia abitazione, facevano salire due donne e un bambino con un passeggino e poi si allontanavano a velocità sostenuta".
Le due donne arrestate sono state riconosciute dai ragazzi grazie ad alcune fotografie mostrate loro dagli inquirenti. Gli indagati sono tutti accusati di lesioni e violenza privata, aggravati dalla finalità dell’odio etnico e razziale, commessi in danno di sei giovani extracomunitari.


 

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