Di Maio, replica a Renzi

Di Maio replica alle dichiarazioni facebook di Renzi. “Dice che Benetton non ha finanziato il Pd né la Leopolda. Non dice niente delle altre fondazioni legate a doppio filo col suo partito. La sua parola per gli italiani vale zero. Uno che vergognosamente compra un aereo gigante inutile sprecando i soldi degli italiani e che aveva detto che si sarebbe ritirato dalla politica dopo la vittoria del no al referendum e che oggi siede sulla poltrona da senatore non ha nessuna credibilità. Pubblichi tutti i nomi dei finanziatori del Pd dalla sua nascita a oggi e di tutte fondazioni ad esso collegate. Carta canta! Che hanno da nascondere ancora? Tanto scoperchieremo tutto e il marcio verrà a galla".
"Inizino - aggiunge - spiegando il perché dell’emendamento vergogna nella legge di Bilancio del 2017 che permette ai concessionari delle autostrade di moltiplicare ulteriormente gli strepitosi guadagni ottenuti al casello facendosi in casa, con le proprie aziende, una bella quota dei lavori di manutenzione senza dover ricorrere alle gare. O il perché del regalo miliardario dell’allungamento delle concessioni che inserirono in una notte nello ’Sblocca Italia’ del 2015. Tanti, troppi favori da giustificare. Se non ci diranno perché, lo scopriremo noi".
"Gli italiani -insiste Di Maio- devono sapere la verità e in questo non li aiuteranno i giornali visto che tra gli azionisti di quelli principali troviamo proprio i Benetton. È vergognoso, ad esempio, che la parola ’Benetton’ non compaia nei giornali mentre tutti danno addosso al Movimento e in particolare a Beppe Grillo che viene accusato di essere il responsabile del crollo: roba da mentecatti!"
"La verità è che tutti hanno sempre pensato e anche ora pensano solo al business. Ci sono morti sotto le macerie, feriti negli ospedali e soccorritori al lavoro da 2 giorni e dal gruppo Atlantia dei Benetton arrivano discorsi sul ’valore residuo’ e dal Pd questi attacchi politici indegni, dopo tutti i favori fatti ad Autostrade per l’Italia".
"È proprio questa mancanza di cuore -conclude il vicepremier- che ha portato una società ad interessarsi solo dei profitti e un partito solo del suo vantaggio politico. Ma è finita quell’epoca. Adesso al primo posto ci sono i cittadini e i loro diritti. Chi ha spadroneggiato in questi anni e pensa di poterlo fare ancora, si metta in testa che non lo farà più".

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