Salvini da Pontida: al governo per trent’anni

Dal tradizionale raduno della Lega a Pontida ha parlato Matteo Salvini, davanti ad una gremita folla che assisteva sotto il palco. Il ministro dell’Interno ha sottolineato l’operato del suo lavoro nei primi 30 giorni del nuovo governo, toccando i temi a lui più cari, come l’immagrazione e le Ong, dettando anche quale sarà la linea futura, soprattutto nelle relazioni con l’Europa. “Governeremo per i prossimi 30 anni” annuncia il vice premier, ribadendo che l’Italia “non ha paura di niente e di nessuno” e che ciò che stato fatto fino adesso, verrà fatto anche a livello europeo. Ovviamente l’argomento in questione è l’immigrazione, per cui Salvini esprime ancora una volta la sua ferma decisione di chiudere i porti per cercare di bloccare il traffico di esseri umani. Contrariamente invece da quanto affermato dal presidente della Camera Roberto Fico, che sostiene che i porti devono rimanere aperti all’Ong che salvano i migranti in mare aperto. Ma chi pensa che questo scambio di vedute sia un primo campanello d’allarme per una rottura Lega-Cinque Stelle, il leader del Carroccio puntualizza che nei dirigenti pentastellati ha trovato “persone oneste, coerenti e con la voglia di cambiare il Paese”. Però precisa che “c’è un governo che fa e c’è un ministro che fa" e “se i porti si chiudono o si aprono lo decide il ministro dell’Interno, perché funziona così".

La chiusura dei porti, secondo le parole di Salvini, dovrebbe far cambiare direzione all’Europa perché, agendo in questo modo, le Ong potranno sbarcare in attracchi diversi da quelli Italiani, stimolando la cooperazione tra Stati membri dell’ Ue e arginare gli scafisti per cui, tuona il vice premier, “l’aria sta cambiando”. A chi lo accusa invece di essere responsabile dell’ultima tragedia nel Mediterraneo (si parla di almeno 100 dispersi), Salvini si difende, negando ogni responsabilità dato che la Guardia Costiera Italiana non è stata nemmeno contatta. Ha parole di elogio invece per le autorità libiche che sottotraccia, lontano dai riflettori mediatici, stanno soccorrendo più di mille profughi in mare, “portando via la pagnotta ai mafiosi del business dell’immigrazione".
Sulla politica estera, il leader della Lega è soddisfatto per aver discusso delle proposte italiane sui migranti, intravedendo il primo step per una futura cooperazione. Tra le richieste c’è il rafforzamento del controllo delle frontiere esterne grazie a Frontex e la redistribuzione paritaria dei profughi. Ma Salvini annuncia anche il suo progetto politico futuro: la creazione di una Lega internazionale il cui primo passo sarà un tour europeo intrapreso dallo stesso Minisitro dell’Interno per parlare con i colleghi ministri su temi quali l’antiterrorismo, sicurezza e difesa dei confini. Una mossa strategica anche in vista delle prossime elelzioni europee che per Salvini saranno “un referendum fra l’Europa delle élite, delle banche, della finanza, dell’immigrazione e del precariato e l’Europa dei popoli, del lavoro, della tranquillità, della famiglia e del futuro".

L’intervento di Pontida si conclude con un ringraziamento ad Umberto Bossi, che lo ha lanciato in politica e mostrando un rosario appartenente ad una donna nigeriana che, dice Salvini, era arrivata in Italia pensando che fosse la terra delle opportunità e che invece ha trovato solo miseria e sfruttamento. Prima di congendarsi dalla folla, Salvini fa giurare i suoi sostenitori “di non mollare finché” non avranno “liberato i popoli di questa Europa".


 

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