Conto corrente per meno abbienti: la svolta in Italia

Alla fine di un lungo percorso il conto corrente di base europeo è finalmente realtà. Le fasce più povere della popolazione potranno accedere a un conto, legato a un bancomat, con il quale effettuare un numero limitato di operazioni sia in entrata che in uscita. Il costo annuale sarà “ragionevole” e, in ogni caso, non verranno applicate commissioni di alcun tipo.

Da pochi giorni è infatti in vigore il decreto 70 del 3 maggio 2018, a firma dell’ormai ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che dà attuazione al decreto legislativo del 15 marzo 2017 che, a sua volta, recepiva la direttiva europea 2014/92. Tra le novità introdotte dall’ultimo decreto ci sono i criteri per accedere allo strumento finanziario.

Dopo un lungo iter l’Italia ha finalmente recepito la direttiva Ue che prevede un conto corrente a spese molto basse e a 0 commissioni per le fasce più povere della popolazione. l conto di base europeo è dedicato ai cittadini con Isee non superiore agli 11.600 euro e ai pensionati con Isee lordo non superiore ai 18.000 euro. I pensionati dovranno comunicare alla propria banca l’importo della propria pensione entro il 31 maggio di ogni anno.

Con il nuovo conto base si potranno fare alcune operazioni, spesso limitate nel corso dell’anno. Per chi ha un Isee inferiore agli 11.600 euro: 6 prelievi di contante allo sportello; prelievi illimitati all’Atm della propria banca; 12 prelievi agli Atm di altre banche; bonifici in uscita illimitati; 36 bonifici Sepa in entrata (stipendio o pensione compresi); 12 versamenti tra contanti e assegni; pagamenti illimitati con bancomat.

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