Milan e l’Europa a rischio

E’ durata circa due ore l’udienza del Milan davanti alla Camera giudicante della Uefa a Nyon, in Svizzera. La seduta, iniziata puntuale alle 9, si è conclusa attorno alle 11, come fanno sapere fonti del club rossonero, che si è difeso nel tentativo di evitare la sanzione più dura, l’esclusione dalle coppe europee, sollecitata dalla Camera investigativa che nei mesi scorsi ha due volte negato al Milan il Settlement Agreement rinviando il caso a quella giudicante.

"Speriamo vengano valutati fatti certi e non congetture". Così l’ad del Milan, Marco Fassone, dopo l’udienza alla Camera giudicante della Uefa, in cui il club si è difeso senza mettere sul tavolo l’eventuale ingresso di un nuovo socio. "Ci sono sviluppi? Non posso dirlo, sono fatti che riguardano l’azionista come tanti argomenti discussi oggi - ha detto Fassone a Nyon -. Abbiamo scelto di andare per fatti certi, non per supposizioni e congetture. E speriamo allo stesso modo che vengano valutati fatti certi e non congetture".

"Non ci è stato detto quando sarà presa la decisione, però immagino che sarà abbastanza veloce. Non abbiamo avuto ulteriori riferimenti". E’ quanto dichiarato dall’ad del Milan. Secondo le indiscrezioni della vigilia, i giudici potrebbero esprimersi nel giro di 48-72 ore. "C’è stato un bel contraddittorio, anche con i rappresentanti della Camera investigativa, è durato due ore - ha aggiunto Fassone -. Ho il sentimento che quanto meno siamo stati ascoltati, adesso attendiamo la decisione".

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