Senato, modalità per le votazioni

Anche a Palazzo Madama la votazione avviene a scrutinio segreto, ma il meccanismo assicura comunque l’elezione del presidente entro la quarta votazione. Al primo scrutinio è eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato, che è pari a 161 voti. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale basta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Se nella terza votazione nessuno ha riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno ad un ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti, e’ eletto il più anziano di età. Pure a Palazzo Madama lo spoglio delle schede votate è pubblico e avviene in Aula.
Entro due giorni dalla prima seduta, e quindi il 27 marzo i parlamentari devono dichiarare a che gruppo aderiscono: a quel punto i gruppi sono convocati per eleggere i rispettivi presidenti.
Da quando son eletti i presidenti delle due Camere il presidente del Consiglio uscente può salire al Quirinale per dimettersi: resterà comunque in carica per il disbrigo degli affari correnti fino alla nuova del nuovo premier.
Le due Camere verranno convocate tra il 27 ed il 28 marzo per eleggere i rispettivi vicepresidenti, questori e segretari d’Aula.


 

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