SONO ARRIVATO IN SPAGNA IN BICICLETTA: L’INAUDITA CONFESSIONE DI IGOR IL SERBO

Un storia assurda, che si spera sia in gran parte ’romanzata’. Perché apprendere che mentre centinaia di uomini delle forze dell’ordine (con l’allerta diramato anche alle dogane), erano concentrate a stanarlo nelle campagne del bolognese, lui era in fuga verso la Spagna in bicicletta, fa davvero cadere le braccia. Eppure, subito dopo il suo arresto, questo avrebbe raccontato Norbert Feher, il temutissimo criminale serbo meglio conosciuto come ’Igor il Russo’ (ha ucciso 3 persone in Spagna e due in Italia), lo scorso dicembre ai magistrati di Alcaniz. "Sono arrivato in Spagna il 21 settembre, in bicicletta", hanno riportato altrettanto sgomenti i media iberici, riferendo che, nel corso della ’pedalata’ - che ha coinvolto ben 8 paesi - Igor avrebbe usato ben 23 diverse identità. Giunto in Spagna, il criminale avrebbe dapprima lavorato a Lerida, raccogliendo la frutta, quindi, prima di trasferirsi a Teruel, avrebbe vissuto fino a novembre nei comuni di Xirivella e Catarroja (vicino Valencia). Igor ha anche raccontato che, dopo aver ucciso i due agenti della Guardia Civil e l’allevatore - che lo avevano riconosciuto - era intenzionato a riparare nei dintorni di Valencia dove aveva contatti con "alcune persone". Ad indirizzare la polizia iberica sulle tracce del serbo, il fatto che nel suo passato da detenuto Igor avesse stretto un forte legame con un italiano, poi trasferitosi a vivere in Spagna. Ipotizzando che l’italiano potesse in qualche modo rappresentare per il latitante una fonte di aiuto, le autorità spagnole trasmisero l’allerta e le foto segnaletiche di Norbert Feher in tutte le caserme del paese.
M.


 

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