NON RINUNCEREI A CANDIDARMI, ANCHE SE ME LO CHIEDESSE BERLUSCONI. IL DUCE? HA FATTO ANCHE GRANDI COSE

“Nessuna legge dello stato vieta una mia candidatura. Per fortuna viviamo in una democrazia. Se Berlusconi mi chiamasse ad Arcore ci andrei e se mi chiedesse personalmente di non candidarmi gli direi in faccia che non rinuncio. Che non cambio idea. Non sono una persona che gioca con certe cose. Sono coerente". Ed insieme alla tenacia, è innegabile che la coerenza sia una virtù del vulcanico sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Intervistato da Klaus Davi, posto davanti a domande anche imbarazzanti, nell’ambito del programma ‘Klaus Condicio’ infatti, il primo cittadino reatino non si è tirato indietro. Come quando, interrogato sul suo pensiero rispetto a Benito Mussolini, Pirozzi ha spiegato che “Credo che le opere pubbliche realizzate durante il fascismo siano state una cosa positiva per il Paese lo ha fatto vedere anche Rai Tre. Mentre tra le cose sicuramente brutte colloco le leggi razziali. Per quello che riguarda infrastrutture, politiche sociali, una visione del Paese - ha affermato Pirozzi - il Duce secondo me ha fatto grandi cose. Ma l’aver aderito alle sciagurate leggi razziali e aver fatto entrare l’Italia in guerra al fianco di Hitler è stata una cosa sciagurata”. Infine, tanto per farsi capire, il sindaco di Amatrice ha tenuto a sottolineare che "A Predappio in ’pellegrinaggio’ non ci sono mai stato. Semmai andrei dal Papa e a Lourdes, dove in effetti sono stato. I pellegrinaggi si fanno nei luoghi dove ci sono i santi. Io sono un cattolico".
M.


 

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