LE CREDENZE ANTI-SCIENTIFICHE OSTACOLANO LA RICERCA

Intervenendo nell’ambito della cerimonia ospitata al Quirinale, ’I giorni della ricerca’, il Presidente della Repubblica ha tenuto a denunciare che "non possiamo accettare che nel ventunesimo secolo, nella società globale della tecnologia e dell’informatica, acquistino credito credenze anti-scientifiche e che queste credenze ostacolino indispensabili azioni preventive - come le vaccinazioni - finalizzate a sradicare o a impedire il ritorno di malattie pericolose. Malattie – ha aggiunto Mattarella - che le persone della mia generazione ricordano nella loro diffusione e devastante pericolosità quando colpivano amici e compagni di scuola. Non possiamo consentire che si scarichi sugli altri, che si vaccinano, la sicurezza della salute nella società, mettendola comunque a rischio con la propria omissione". Poi il Presidente, nello specifico, si è soffermato sul ‘male del secolo’: "Combattere il tumore per guarire sempre più persone è un impegno che deve procedere a fianco alla cura, all’umanità della cura, di chi continua a combattere con la malattia. Non deve mai venire meno l’impegno per sviluppare le cure palliative, e per assistere la persona nei momenti più difficili. Quando non si può ragionevolmente prevedere la guarigione – ha quindi concluso Mattarella - si deve comunque curare. E quando la cura non è più efficace verso la malattia, c’è ancora spazio - uno spazio obbligatorio - per la cura della persona; e della sua dignità. Nessuno deve sentirsi abbandonato".
M.


 

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